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È possibile staccarsi dall'impianto centralizzato?

È possibile staccarsi dall'impianto centralizzato, se il regolamento di condominio non lo vieta esplicitamente, rispettando alcune regole.
È possibile staccarsi dall'impianto centralizzato, se il regolamento di condominio non lo vieta esplicitamente, rispettando alcune regole.

Impianto centralizzato a Genova

Gran parte dei condomini edificati a Genova dal dopoguerra in avanti è dotato di impianto centralizzato di riscaldamento.

Molto spesso in visita, il cliente interessato all'acquisto ci pone la seguente domanda: “È possibile staccarsi dall'impianto centralizzato?”. La nostra risposta è: “Sì, se il regolamento di condominio non lo vieta esplicitamente (ma anche qui possono esserci eccezioni)”.

Legge 220/2012 – Art 1118 C.C. comma IV

“Il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma.”

Chiariamo in via preliminare che il distacco disciplinato dall’art. 1118 c.c. è il distacco a contribuzione “zero” per le spese di consumo. Ovvero il distacco che tutti i condomini invocano dopo la riforma, per esimersi totalmente dai costi di combustibile e di gestione.

Nella pratica però, quali sono effettivamente i passaggi da fare?

 

Cosa posso suggerire, quindi, a un proprietario che si rivolge alla nostra agenzia? 

Come fare per staccarsi dall'impianto centralizzato?

1. Il condomino deve inviare all'amministratore una comunicazione di distacco.

2. L'amministratore deve informare il condomino che:

– per i nuovi impianti autonomi la canna fumaria deve arrivare sul colmo del tetto

– esiste l'obbligo della diagnosi energetica dell’edificio per l'ipotesi di interventi di distacco, ex art. 5.3 dell'allegato 1 al decreto ministeriale “Requisiti minimi”, attuativo della Legge 90/2013, in vigore dal 01.10.2015 (informazioni che dovrebbero comunque scoraggiare il condomino che vuole distaccarsi).

– è inoltre necessaria la perizia redatta da un tecnico abilitato, che attesti che dal distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini.

3. Ovviamente all’ODG l'amministratore porrà “comunicazione” di distacco. Pertanto il distacco non è sottoposto a delibera assembleare, se sussistono i requisiti, e in tal caso se l'assemblea lo vietasse, la delibera sarebbe nulla.

 

Queste indicazioni spesso scoraggiano il condomino al distacco, sia per i costi da affrontare, che per la normativa da rispettare. Inoltre, la giurisprudenza in materia è molto varia e spesso contraddittoria, questo trova giustificazione soprattutto nelle particolarità delle singole situazioni.

 

Se hai dubbi a riguardo, non esitare a contattarci per una consulenza clicca qui

Evita Carnicella ingauna di nascita genovese di adozione, dopo la laurea in economia e commercio inizia il suo percorso professionale presso uno studio di dottori commercialisti dove si occupa del comparto immobiliare. Intraprendente e decisa a seguire la sua vocazione si specializza nel settore immobiliare, superando dapprima l’esame di amministratore condominiale e poi di agente immobiliare. Paziente e sensibile, sempre pronta ad ascoltare le esigenze di chi cerca e vende casa, affronta ogni situazione con grande entusiasmo.

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