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Boom dei contratti concordati: effetto Covid anche a Genova

Boom dei contratti concordati: effetto Covid anche a Genova
Boom dei contratti concordati: effetto Covid anche a Genova

La Pandemia riverbera i suoi effetti anche sui contratti di locazione di immobili residenziali. Abbiamo assistito ad una crescita esponenziale dei contratti concordati a discapito dei contratti a canone libero (dati 2020 su 2019): 

 

 

                                                  CONTRATTI CANONE LIBERO ↓8,8%

 

                                                      CONTRATTI 3+2 ↑ 8,2%

 

 

Questo dato ci conferma che i canoni di locazione dei contratti liberi si stanno accostando a quelli a canone concordato e si avvicinano sempre più ad un valore di “mercato”.

 

Questi dati sono confermati per Genova e Roma, dove il 60% dei contratti di locazione stipulati rientra tra quelli “concordati”. Mentre per la Città di Miano, il canone “calmierato” non si diffonde: ci fermiamo solamente al 4,5%. Anche in questo settore la città “Meneghina” fa storia sé: il mercato è dinamico, la richiesta ben superiore alla domanda e prezzi in ascesa.

 

Da parte dei proprietari di immobili, la rinuncia a canoni più elevati e la conseguente scelta del contratto concordato consente di beneficiare di agevolazioni fiscali importanti: l’applicazione della cedolare secca al 10% e la riduzione dell’Imu del 25% oltre, laddove previsto, l’ulteriore sgravio d’imposta applicato dal Comune. 

 

Nello spirito del legislatore, che nel 1998 introdusse la novella normativa disciplinata dalla Legge 431, vi era la volontà di “calmierare” i canoni evitando però gli effetti nefasti prodotti 20 anni prima dalla Legge 392/78, meglio conosciuta come “legge sull’equo canone”. All’introduzione della Legge 431/98 il provvedimento normativo venne applicato in allora alle sole città Metropolitane ma ci vollero diversi anni prima che i Comuni recepissero il dettato legislativo ed iniziassero a convocare le Associazioni di categoria per la determinazione dei valori di zona. Nei primi dieci anni di vita la nuova normativa ha avuto diverse difficoltà a trovare applicazione. Dal 2010 in avanti, complice la crisi che ha colpito il mercato immobiliare con i valori degli affitti in calo, e la correzione dei valori a base di calcolo previsti dagli accordi territoriali in fase di rivisitazione, hanno portato ad un incremento dell’ambito di applicazione. L’introduzione, con la Legge di Bilancio del 2018,  della cedolare secca al 10% e lo sgravio Imu hanno fatto il resto.

 

La maggior parte degli immobili locati dalla  nostra agenzia sono contratti “3+2” o “concordati”. Ovviamente nell’ambito di un processo di consulenza valutiamo assieme al proprietario il giusto canone applicabile, ci premuriamo di predisporre la scheda tecnica di calcolo inserendo gli elementi caratteristici che andranno  a determinare il valore nell’ambito della fascia di oscillazione e predisponiamo un calcolo economico che evidenzi le differenze, in termini di redditività, tra il contratto 3+2 ed il tradizionale contratto 4+4.

Il resto sono adempimenti burocratici che ci facciamo carico successivamente alla stipula del contratto ed alla sua conseguente registrazione telematica: trasmissione del contratto all’Associazione firmataria degli accordi territoriali per la vidimazione e pratica all’Ufficio Imu per l’applicazione dello sgravio d’imposta.


Per saperne di più contattaci


 

Fabrizio Segalerba è agente immobiliare nella sua Genova, titolare dell'omonima agenzia dal 1994. Dedica molto tempo alla FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) all'interno della quale ricopre il ruolo di Segretario Nazionale. Fabrizio è un perfezionista, ama l'arte e la storia, è autore in questo blog perché crede che la condivisione di esperienze e di informazioni possa migliorare il rapporto tra cliente e agente immobiliare.

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