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I millennials e il reddito da locazione

I millennials e il reddito da locazione.
I millennials e il reddito da locazione.

Come cambierà il mercato immobiliare grazie alle esigenze dei millennials

Si sa che il popolo italiano è da sempre legato al bene per eccellenza, ovvero il mattone. Nel passato, appena poteva, l’italiano sentiva il bisogno di comprare casa, tanto che siamo arrivati ad avere la percentuale più alta di proprietà rispetto alla media europea.

Per i millennials, coloro nati tra gli anni ’80 e ’00, le cose sono diverse e, in futuro, questa abitudine tutta italiana, verrà stravolta a vantaggio della locazione.

Vediamo ed analizziamo questo processo.

La casa tipo, luogo anche di lavoro.

Il mercato italiano presenta una vasta offerta di immobili. Il 67% dell'offerta è composto da 4 o più stanze, tipologia di immobile non corrispondente alla richiesta di casa che ha in mente un millennial che si affaccia per la prima volta al mercato immobiliare.

La casa tipo del millennial è un bilocale, nella maggior parte dei casi, o al massimo un trilocale. Quindi un appartamento con due stanze al massimo, visto che questo nuovo proprietario utilizzerà l’immobile non solo come abitazione principale, ma anche come luogo di lavoro.

Pertanto il primo problema da risolvere è rappresentato da un parco immobili non più attuale e che, volenti o nolenti, dovrà andare incontro alla possibilità di frazionamento.

La gestione delle future proprietà.

In molti casi il millennial, le cui abitudini di vita e lavoro stanno portando il mercato immobiliare ad una svolta epocale, si ritroverà a gestire almeno 2/3 immobili non acquistati direttamente, ma frutto di eredità.

E per la prima volta non saranno gli immobili a creare un reddito fin da subito al loro nuovo proprietario, ma sarà proprio lui a doverli gestire e far rendere. Tutto ciò qualora le case in questione non siano ubicate in zone periferiche degradate. Ricordate l’articolo sulle periferie? 

Ed ecco il primo problema. Riuscirà questo nuovo proprietario, che con ogni probabilità sarà costretto a viaggiare parecchio per lavoro, molto più di quanto non abbiano fatto i suoi genitori, a seguire le sue proprietà a distanza? O sarà costretto a liquidarle per far fronte alle spese?

 

Ai giovani dico: “ Non comprate casa”.

Con queste parole in un’intervista di fine 2016, Fernando Encinar, fondatore e proprietario del portale immobiliare Idealista, racchiuse il suo pensiero verso le generazioni più giovani ed il loro rapporto con l'immobiliare.

Giovani che non hanno la possibilità di acquistare casa prima dei 38/40 anni, perché costretti a seguire e cambiare lavoro ogni 3 anni; giovani che non si devono legare alla loro città natale, ma devono essere flessibili per inseguire il lavoro; giovani che alla parola proprietà, e quindi possesso, preferiscono l’uso, il cambiamento e l’esperienza.

Già, perché non avere una casa propria, oltre a permetterti di spostarti con più facilità e meno preoccupazioni, ti consente di vivere in quartieri e case che ben difficilmente, qualora si fosse proprietari, ci si potrebbe permettere.

Pertanto i nuovi millennials introducono anche il concetto di casa di qualità, con standard più elevati. Come accade nel nord Europa. Al contrario dell’Italia dove il mercato degli affitti è sinonimo di casa usata e non ammodernata.

A chi resta dico: “reddito da locazione, non reddito di cittadinanza”.

In conclusione, dopo aver condiviso ed analizzato le parole dell'imprenditore spagnolo, penso a chi ha la fortuna di avere un lavoro stabile e che dalla propria città natale non intende allontanarsi.

A loro mi sento di dire: investi sugli immobili che con fatica e sudore i tuoi genitori ti hanno lasciato, cerca di rivalutarli e adeguarli al mercato attuale, cerca di renderli confortevoli e accoglienti. E vedrai che a quel punto non sarà più necessario richiedere un reddito di cittadinanza, perché avrai un reddito da locazione!

 


 

Massimo Segalerba lavora come agente immobiliare nella sua Genova presso l'omonima agenzia fondata assieme al fratello Fabrizio. 

Consigliere Provinciale Fiaip, è molto attento alle innovazioni tecnologiche che investono il settore immobiliare. Massimo scrive in questo blog perché considera il dialogo con le persone e con il mercato una priorità per l'agente immobiliare moderno. 

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